Coi miei occhi, ho visto il cielo e terra.
Mi son lasciato da essi ammaliare.
Con le mani ho toccato il the bollente,
il pelo del gatto scivolato tra le dita.
Udito di lontano con queste mie orecchie
il treno arrivare e il fulmine tuonare.
I miei pensiero sono arrivati alla colonne d'Ercole
ho danzato per un poco con l'ultima stella del pianeta,
ero solo, e non avevo paura.
Ma l'anno che verrà, sorge domani
e vede tutte le forme , i colori: nuovi.
Domani inizierò coi i tuoi a vedere
la luce avrà un'altro sapore,
mi si mescolerà il tatto con l'udito,
mi piacerà.
Mi farò piacere la compagnia.
Saremo in grado di nutrirci di notte e di giorno
le parole saranno dei lunghi silenzi
finché sarà insopportabile vivere insieme, mio amore.
L'intolleranza sarà l'aria di qualche giorno
che tanto i venti di primavera porta sempre via con sé.
Per questo lo faremo.
Per sentirci leggeri.
Per veder fiorire le viole.
Welcome.
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