Saturday, 4 February 2012


La rivoluzio' de la neve

la storia inizierebbe piu o meno cosi:
".. le sue rughe, quelle dove un tempo le esperienze rimbalzavano come un sasso di rimpiattino sulle acque del fiume . liscio. abbondanza di elastina.
le cellule allora si impegnavano a mantenere l'ordine liscio delle cose, i pori vivi respiravano , nessun cedimento delle strutture cutanee. poi si sa il collagene come ogni cosa meravigliosa legata alla giovinezza se ne va' come un giovane che decide di partire con una brutta compagnia un  passo stretto   anche con il fumo e l'alcool, tutto , se lo porta via il vento.
 Quei venti li chiamiamo rimpianti  passati sulle pelli con la stessa velocita di qualche esplosione, seguito dal quel breve silenzio sacro che sa di morte . il resto sono i ricordi lasciati nelle estroflessioni , nei ghirigori , nelle cicatrici , la pelle prima delle rughe ne incontra tante…

la nevicata del '12. tu non te la poi ricorda, forse le ricordera parde o mammeta..
sara stato febbraio , sci , li primi de lu mese, li jorni de la merla era passati ma facì nu fredde che stacciv' lu chiue'. madonna. 
caccuno gia ce l'era detto, da chacche jorno non se parliva d'atro: su facebukke , su whatzappe nzomma stava pe negnie, tutti lo sapeva ma lu padreterno se la stava a tira… 
e po alle prime luci del 2 febbraio 2012 lu cielo s'era nerrito da su lu cimitero fino jjo  mmare l'aria s'era ngeppita e tutti stava lla dentre case , chi davanti lu foco, chi su lu compiute chi a cucina chi a fa lle mmasciate. 
poi mo' tutto de bbotto , come se gniente fusce , nu fiocche bianco. io lo so viste lu primo fiocche , era bill , sembrì na cosa sola co lu celo,  a caliva piane piane , danzava e se muvi qua e lla , ma piano , come na cosa delicata , leggiera , soffice. M'a passato denanze e io da la finistra me ne so ccorto , pu pero l'alito ha vi fatte la condenza su lu vetro e me lo so perso. Allora me so ffacciato lla fori e lu fiocco s'era posato su lu corniciò de la finestra . Da loche è stato n'attimo lu temp' de rrizza ll'occhi e milioni di altri piccoli fiocchi su tutta Marà , come na raffica, de botto, come na rivoluzio'. la rivoluzio de la neve.
Da li a poco na bufera, le donne che se sbrigava a rmette lli pochi panni ancora lla fari, li cca' a rebbucchiva dentre casa e la fila de le macchina gia se stava formenne.. 
nevichette tutta la notte, la bufera si fece tormenta e il bianco per una volta prevaleva su lu niro de la notte.

non cessava di nevicare e  questo fu solo per un dispetto che dio fece ad alcuni e un dono che fece ad altri. 
la meraviglia fece spazio allo stupore e poi di nuove meraviglia. 
Cupra era una sposa con il velo sul volto a immaginanarne i lineamenti e gli occhi scuri , triste, bella e un po maliconica. Forse lasciata dal suo sposo per timore che non sarebbe piu stata cosi bella. A volte la bellezza spaventa sai, come una musica ascoltata e impensabile da risuonare. Eppure quella bellezza è senza madre , indefinita, è arrivata, tutto qui, e tu l'hai incontrata tacita e piena cosi per caso. La bellezza è immortale e quindi intimidatoria sulla vita stessa. Lasciate che Cupra sia spaventosa nella sua bellezza che via garibaldi sia la via di un Re e piazza possenti lo spazio adiacente al paradiso. Lo stesso candore dall'Oasi al Gabry, un solo comune denominatore, neve.
avrei voluto esserci anche io, a baciarti immacolatamente, a dirti che t'avrei amato anche a zero gradi . tutto quella purezza del caso lasciata lì, solo ad aspettare che si sciolga
che passi sulla pelle che formi qualche ruga sulla pelle, fredda, ngeppita.

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